Non ci è mai piaciuto e ancora oggi non ci piace fare, in maniera preventiva, considerazioni che esulano dalla realtà che seguiamo giornalmente e settimanalmente quando parliamo oppure scriviamo di quello che accade intorno al Calcio Foggia 1920. Questa settimana, per esempio, è stato molto duro digerire la sconfitta, peraltro meritata, contro il Potenza che come al solito ha aperto l’immancabile “processo” inquisitore contro i protagonisti della partita giocata e persa ma soprattutto contro la squadra e la proprietà rossonera.
Noi ci sforziamo, invece, di voler e poter capire quali sono state le cause che hanno portato alla sconfitta e soprattutto come la stessa si è determinata. Ed è per questo che cerchiamo di trovare le ragioni tecniche e comportamentali dei protagonisti senza dare la colpa a chi che sia, che possa essere individuato in un’ attaccante per essersi mangiato un gol piuttosto che ad un errore del difensore oppure del portiere che prende una rete evitabile, a noi interessa guardare l’effetto di quella sconfitta, perchè la causa stessa che l’ha determinata sono in grado di valutarla tutti e sono in grado anche di poterla giudicare, dal momento che si presume che chi ha seguito dallo stadio oppure dalla televisione la gara è sicuramente nella possibilità di fare, ognuno le proprie valutazioni e le proprie critiche, senza preclusioni e senza pregiudizi di sorta.
Il Foggia, questo non dobbiamo dimenticarlo, fino al 27 luglio era iscritto al girone H della serie D perchè era retrocesso al termine della scorsa stagione. Poi per una serie concatenate situazioni positive, ha avuto la possibilità di essere riammesso al campionato di serie C e, con notevole ritardo su tutte le altre 19 squadre del girone C, ha iniziato a riscrivere la nuova pagina della sua nuova stagione 2026-2027.
Parliamo dal calcio mercato? Parliamone, perchè fare una squadra ex novo partendo da meno di zero e in meno di un mese non è stato facile ma l’Area Tecnica del Foggia con Peppino Pavone , Alex Casella e il nuovo allenatore scelto Gaetano Auteri, è riuscita a portare all’interno della squadra del Foggia 30 calciatori ognuno con le proprie caratteristiche che dovevano rispecchiare le esigenze dell’allenatore. Ci saranno riusciti?
Per avere la risposta a questo quesito bisogna aspettare il giusto tempo affinchè si possano creare quelle alchimìe intrinseche del gioco del calcio che il Foggia per 5 anni dal 2021 al 2025 putroppo non ha avuto. Ricordiamo a tutti i 189 calciatori, i 15 allenatori, i 12 direttori sportivi e i tanti pseudo dirigenti (!!!!) che si sono alternati, in quel lustro, nella società rossonera.
Ripartire da zero, dovendo ricostruire un palazzo dalle fondamenta, non è stata un’impresa che si poteva fare in pochi giorni oppure in poche settimane se si considera, senza voler mischiare il sacro con il profano, che anche Dio creò il mondo e la nostra esistenza in 7 giorni.
Ed è proprio quello che sta accadendo al Calcio Foggia 1920 in questa stagione, laddove la proprietà, cioè Gennaro Casillo con Giuseppe e Antonio De Vitto, hanno iniziato da poco a ristrutturare e a rimodellare una società che non esisteva ma che si era mantenuta sulla sufficienza, sull’ improvvisazione e alla “viva il parroco” con promesse mai mantenute e traguardi e obiettivi sbandierati in lungo e in largo ma mai ottenuti.
Oggi il Foggia ha un’Asset Societario, una Gevernance e un’organizzazione in tutte le aree all’interno della società di via Gioberti di tutto rispetto, in cui sono stati inseriti a tutti i livelli dei professionisti di grande levatura e professionalità oltre che con conoscenza e competenza della materia calcistica.
I risultati? Tranquilli quelli arriveranno, perchè quando si redige e si crea un progetto e un programma serio che si fonda su un termine medio di almeno 3 anni per poterlo raggiungere è inevitabile un periodo iniziale di sofferenza per poi arrivare a raccogliere i frutti del lavoro programmato e svolto.
Vi siete forse dimenticati da dove partì il Foggia nel periodo degli anni 90 denominato “Zemanlandia”? Partì dalla C2 per arrivare fino alla serie A e anche ad un solo punto dall’Europa, oppure ve lo siete dimenticati? Quelli che hanno i capelli bianchi e qualche anno in più se lo ricordano e sanno perfettamente che si deve soffrire per poi gioire perchè le illusioni e soprattutto le critiche fatte “ad personam” contro tutto e tutti non giovano a nulla, anzi diventano un boomerang che si ritorce contro nel momento in cui i risultati prendono il sopravvento e sconfessano tutti coloro che con facilità e senza avere la giusta pazienza credono di avere “il verbo” delle soluzioni e forse sono proprio quelli che non fanno ne l’abbonamento e neppure il biglietto per andare allo stadio a rendersi conto di cosa abbiano seriamente rischiato di perdere negli scorsi 5 anni in cui il Foggia ha visto veramente il “buio più totale” da cui si pensava che non si potesse mai uscirne fuori indenni.
Allora la morale qual’è? Aspettare e avere pazienza ma soprattutto lasciare lavorare tranquilli e in pace i protagonisti che portano in giro sui campi di calcio il nome e la gloriosa maglia rossonera. Tutto sarà ripagato perchè è già successo e succederà ancora se si avrà la volontà di credere nel progetto e soprattutto su chi questo progetto “ambizioso” lo ha messo in atto e lo ha iniziato insieme a tutta la Città, gli addetti ai lavori e ai tifosi, quello veri, che soffrono e a volte purtroppo “muoiono” per la loro squadra del cuore.
PS. Francesco Pio Petito domenica scorsa contro il Potenza ha avuto delle contrazioni e uno spasmo improvviso e doloroso di uno o più muscoli. In pratica gli esami strumentali a cui si è sottoposto per precauzione ieri pomeriggio hanno avuto solo esito, era un “crampo”, con buona pace di tutti.