L’elenco delle cose che tutto l’ambiente rossonero, la stampa locale e soprattutto i tifosi vogliomo sapere da domani 1° luglio dalla proprietà del Calcio Foggia 1920 è come sarà il futuro dei “satanelli”. Tutto l’ambiente vuole sapere la linea di demarcazione che riguarda l’organizzazione e la programmazione futura dei rossoneri, come sarà la campagna abbonamenti, dove e quando si farà il ritiro pre campionato ( sarà probabilmente Pescasseroli? ) ma anche chi si occuperà del calcio mercato e della creazione della nuova rosa del calciatori che disputeranno la stagione con la gloriosa maglia rossonera del Foggia.
Sul nuovo Direttore Sportivo si fa insistente il nome di Alex Casella ex Pro Vercelli e Spal ( dovrebbe arrivare a Foggia domani) , un DS che verrebbe a Foggia con la garanzia e di Giuntoli e Paratici, personaggi di livello superiore tra i direttori sportivi, che hanno dato a Peppino Pavone e alla proprietà ampie garanzie sulla persona e sul ruolo che andrebbe a svolgere.

Per il nome dell’ allenatore Gaetano Autieri è sulla linea del traguardo e molto probabilmente sarà proprio lui il tecnico ( ex Benevento ) a sedersi sulla panchina rossonera nel prossimo campionato 2026-2027.
Ma tutto l’ambiente rossonero vorrebbe anche avere la conferma ufficiale, magari in una conferenza stampa, dei due nuovi dirigenti, Giovanni Francavilla come Direttore Generale e soprattutto di Peppino Pavone nel ruolo di Direttore dell’Area tecnica.
Infatti a, a questo proposito, abbiamo aspettato fino ad ora in un religioso silenzio e andando avanti solo con indiscrezioni e con nomi che non hanno trovato alcun riscontro ufficiale da parte di Casillo e della famiglia De Vitto e nella realtà, perchè, noi, abbiamo rispettato il “dogma e il volere” della proprietà che ci aveva fatto sapere che fino al 30 giugno non sarebbe uscita allo scoperto con informazioni e comunicazioni ufficiali.
In questo ultimo mese sono accaduti due fatti incresciosi che hanno riguardato la scelta del DS e del Tecnico. Ormai lo sanno tutti che Enzo De Vito scelto dalla proprietà come DS, dopo essersi accordato con la dirigenza del Foggia ha preferito andare alla Juve Stabia in serie B anche perchè l’offerta fatta dai Campani era migliore di quella del Foggia oltre alla differenza di categoria e non essendoci un contratto firmato ma solo la parola data, traete voi le conseguenze del gesto di De Vito.
Altra storia è stata quella di Emilio Longo che si era accordato in tutto e per tutto con il Foggia, addirittura aveva chiesto di portare con se 5 persone del suo staff con costi molto elevati per il Foggia dove al suo interno c’era anche il preparatore dei portieri che il Foggia ha già in organico ed è Domenico Botticella. Quindi era stato accontentato su tutti i fronti e in tutte le sue richieste. Poi Longo è stato a Foggia per interfacciarsi con la proprietà e con Pavone che lo ha cercato, per ben 3 volte ma alla fine in due giorni si è fatto rapire dalle sirene del Catania ed è andato ad allenare in Sicilia sottraendosi ad una parola data con una stretta di mano e buttando via ad un’accordo già concluso da più di un mese facendo perdere alla proprietà rossonera 20 giorni inutili. Ma soprattutto vi diciamo il perchè Longo non è venuto al Foggia. Perchè abbiamo ancora ieri sentito le solite “fandonie”, sempre dallo stesso pulpito, relative al fatto che il tecnico di Salerno nom sarebbe venuto a Foggia perchè alcuni calciatori da lui segnalati aveva chiesto troppi soldi che il Foggia non era intenzionato a dargli. FALSO come la banconota da 300 euro che non esiste. La proprietà mai ha avuto quella lista e mai ha contattato alcun calciatoere fino a oggi 30 giugno come ha sempre messo i evidenza Gennaro Casillo nelle sue interviste di questo mese, questo perchè bisognava prima trovare il DS e l’allenatore per arrivare a domani che aprono le porte del Calcio mercato con il Calcio Foggia 1920 che purtroppo deve aspettare che venga riammesso per potere tesserare i calciatori sul “portale” della serie C.
Chiariamo però un’aspetto. In tutti e due queste situazioni di De Vito e di Longo, l’anello di congiunzione delle trattative è stato Peppino Pavone con la sua esperienza e la sua competenza e la sua conoscenza cinquantennale del calcio ma non si può certamente mai inputare alla sua persona e al suo ruolo in seno al Foggia se queste due trattative non sono andate ad una conclusione positiva.
Quindi quei pochissimi “frustrati della tastiera” che attaccano Peppino Pavone solo per partito preso senza sapere come sono andate realmente le situazioni, adesso lo sanno e smettano di rompere gli “attributi maschili” insieme anche ad una piccola schiera di leccaculo, zerbini e scendiletto che ancora vive di ricordi legati al vecchio proprietario di Palo del Colle che era, solito per tenere tutti buoni e dalla sua parte dire baggianate e passare, solo ad alcuni compagni di merende dell’informazione le notizie infischiandosene di tutta l’altra parte della stampa locale, quella seria, che ha sempre cercato di dire la verità. Per questo motivo, ed è la preghiera che facciamo alla proprietà, facciamo in modo che da questa nuova stagione del “modello Foggia” non accada più di avere figli e figliastri tra la stampa ma soprattutto smettiamola d a parte di questi “poveretti” attaccare le figure che faranno parte del nuovo Foggia ( Pavone in primis) se vogliamo tutti insieme raggiungere traguardi, risultati e obiettivi ambiziosi.
Domani 1° luglio dovrà cominciare a farsi la storia del nuovo Foggia targato Casillo e De Vitto. Basta giocare a nascondino adesso servono fatti concreti perchè il popolo rossonero vuole sapere a cosa andrà incontro dopo i cinque anni vissuti tra sofferenze e brutte figure, con l’ identità e la dignità di una Città e della sua squadra di calcio messa sotto i piedi e gettata alle ortiche del tutto nel panorama calcistico Nazionale dopo 106 anni di storia. Bisogna volare alto con le persone giuste nei posti giusti e, sia chiara una cosa , fatevene una ragione per chi segue le sorti del nuovo ciclo targato Casillo & De Vitto, in questa società non si può fare a meno di profili del calibro di Giovanni Francavilla e Peppino Pavone se si vuole ricreare nuovamente “empatìa” con l’ambiente rossonero senza il minimo ostacolo sulla strada del RISCATTO TOTALE.
