Delio Rossi è da solo a “conbattere” una battaglia persa

Solo la serietà., la professionalità, il lavoro e l’amore perla nostra Città oltre al rispetto per la maglia rossonera, sta tenendo “incollato” ancora oggi alla panchina del Foggia il tecnico Delio Rossi che ormai ha quasi terminato tutte le cartucce a sua disposizione per cercare di raddrizzare una situazione e vincere una battaglia che ormai sembra destinata verso un tunnel buio senza alcuna uscita e che ha un solo colpevole che ha un nome ben preciso e che ormai tutti conoscono, Nicola Canonico.
E’ inutile andare a cercare altrove le motivazioni di questa “debacle” che sta accompagnando il Calcio Foggia 1920 da ormai cinque nefaste stagioni e che al momento dopo 12 turni di questo campionato 2025-2026 è al penultimo posto in classifica con una scia interminabile di prestazioni e risultati che fanno presagire il peggio. Se la scorsa stagione il Foggia era arrivato solo verso la fine del campionato ad avere un calo tecnico e di risultati con le 6 sconfitte consecutive che fecero saltare il tecnico Zauri e il direttore sportivo Leone e che portò la squadra rossonera a giocarsi la salvezza nel play out contro il Messina, in questo invece, siamo alla 12a giornata e la squadra rossonera su 36 punti a disposizione ne ha racimolati solo 10, cinque fuori casa e 5 in casa.
Non possiamo fare , però, se pur in una situazione così catastrofica sotto il profilo tecnico, nessun appunto a questi ragazzi che ci mettono tutta la loro buona volontà e la serietà professionale sia negli allenamenti e sia nelle partite, perchè sappiamo che la loro forza e la loro esperienza è decisamente molto inferiore a quella necessaria per affrontare un torneo come quello di serie C e soprattutto nel girone meridionale, giocare nei professionisti purtroppo per alcuni di loro non è come giocare nei dilettanti oppure ancora peggio nel campionato Primavera, infatti la differenza sul campo si vede e alla fine determina gli scarsi risultati e le avulse prestazioni alle quali stiamo assistendo dall’inizio di questa stagione.
In 12 partite solo 7 gol realizzati e 19 subiti, peggior attacco del girone ed una delle peggiori difese. Ma la cosa che lascia perplessi è la difficoltà, per gran parte delle partite giocate, di non riuscire a confezionare azioni che possono portare non solo al tiro nello specchio della porta avversaria ma nemmeno azioni pericolose all’ interno dell’area di rigore della squadra che il Foggia affronta e questo per permettere a chiunque dei calciatori rossoneri si trovi da quelle parti di inquadrare almeno la porta avversaria.
Ieri a Potenza il Foggia ha perso ancora, questa volta con un rotondo 3 a 0 e ha tirato in porta una sola volta, cogliendo il palo, con Garofalo che peraltro non è un attaccante. Delio Rossi a fine partita ha difeso a spada tratta la squadra e non poteva fare altrimenti ma gli equilibri ormai si sono incrinati e qualcosa sta per accadere, perchè è bastato ascoltare le ultime dichiarazioni dell’ex presidente Nicola Canonico che, tra tutte le “baggianate” che ci ha come al solito da sempre propinato, ha avuto il coraggio di criticare se pur senza fare il suo nome l’operato del tecnico Romagnolo, quindi non ci vuole un’oracolo per capire che le strade tra il Foggia e Delio Rossi potrebbero presto dividersi.
Il Foggia dovrà disputare, in questo mese di novembre al “fulmicotone”, un calendario a dir poco impossibile che inizierà già da domenica prossima in casa col Benevento che sarà la prima partita dei due turni casalinghi consecutivi, per proseguire poi lunedì 17 novembre con la Cavese, poi ci sarà la trasferta a Trapani e infine ancora allo Zaccheria arriverà il Cosenza. Sulla carta, al momento, per come è messa la squadra e per come sta attraversando questo periodo a dir poco negativo, pensiamo che sia pura “utopia” solo pensare ad un expolit da parte dei ragazzi di Delio Rossi contro squadre che gravitano in una zona della classifica di tutto rispetto ed in più ci sarà da combattere col fattore “Zaccheria” ormai diventato terra di conquista per tante squadre. Alla luce dei risultati e delle prestazioni attuali dei rossoneri ma soprattutto per la “guerra” calcistica ormai aperta dalla proprietà nei confronti dei tifosi con la scelta avventata di attuare il “caro biglietti”, che metterà la squadra del Foggia a disputare sicuramente le prossime partite in casa come se fossero giocasse a “porte chiuse” perchè è molto probabile che anche quei “miseri” 1.400 affezionati che si sono recati fino ad ora allo stadio di Viale Ofanto, quasi certamente non si presenteranno al botteghino e preferiranno magari investire pochi euro per soffrire guardando la partita in televisione anche per non rischiare di prendere freddo e ammalarsi per una causa ormai già persa in partenza.

             

E la società che fine ha fatto? Assente il maggiore azionista, assente il direttore sportivo e quindi nessun movimento sul mercato degli “svincolati”, tutto tace in un silenzio assordante con la speranza, a cui nessuno più crede, di vedere qualche cambiamento che potrebbe interessare i rossoneri come stanno facendo altre squadre e non aspettare di arrivare a gennaio con meno danni di classifica possibili ma anche ammesso che si possa riuscire ad arrivare al mercato di riparazione con una posizione di classifica che possa ancora essere recuperabile, siamo sicuri che sarà difficile portare al Foggia in un solo colpo 5/6 pedine di esperienza e di qualità che potrebbero cambiare il corso della storia di questo campionato del Foggia.
Per questo motivo, in tutta onestà, pensiamo che è quasi impossibile che succeda qualcosa di eclatante all’interno della società e della squadra rossonera anzi ci aspettiamo che da un momento all’altro Delio Rossi si faccia coraggio, pur amando la nostra Città, la nostra squadra, decida di lassciare la panchina per non essere indicato come “complice” di una disfatta annunciata, lasciando in “braghe di tela” l’attuale proprietrio che dopo le solite chiacchiere e l’ aria fritta promesse al tecnico a luglio e che continua a dispensare ogni volta che parla sappiamo che non ha mantenuto le famose “regole d’ingaggio” nei confronti del tecnico di Rimini per comnvincerlo a tornare sulla panchina del Foggia e la speranza del popolo rossonero è che nel frattempo raccolga tutta la sua “supponenza” e la sua “arroganza” e si prepari a lasciare la nostra Città e la nostra squadra a chi realmente vuole riportare il Calcio Foggia 1920 dove merita di stare, perchè chi vuole fare questo “passo” esiste e ha già detto a chiare lettere in più occasioni di essere pronto a farlo, anche domani.

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